ANALGESICO

Con il termine analgesico viene indicata una classe di farmaci i quali se utilizzati conducono ad uno stato in cui non si prova dolore.
Il termine analgesico deriva dalla lingua Greca: “an” e “algia” rispettivamente senza e dolore.

Gli analgesici vengono quindi impiegati per diminuire il dolore; il quale può essere suddiviso in due categorie:

  • Dolore acuto: solitamente si presenta di durata limitata e di inizio recente. Viene causato da come reazione diretta ad un’alterazione corporea come una malattia o un danno corporeo. Solitamente svanisce con la guarigione o mentre quest’ultima si attua. Il dolore acuto avviene come risposta d’allarme ad un possibile e/o attuale danno. Qualche esempio può essere il doloro provato con lo schiacciamento di un dito (danno attuale) oppure il dolore di una parte del corpo che si avvicina troppo una alta fonte di calore (possibile dolore).
  • Dolore cronico: si presenta in una forma continuata nel tempo per lunghi periodi, a volte persiste anche quando la causa che lo ha generato guarisce. Solitamente, a differenza del dolore acuto, non avviene come allarme ed addirittura può diventare dannoso data la sofferenze che fa provare. Se si soffre di dolore cronico per un lungo periodo si possono provare sentimenti di:  rabbia, tristezza e/o disperazione. In certi casi estremi arriva a modificare la personalità, provocare stati di insonnia, interferire il modo di rapportarsi con le altre persone. Solitamente un programma terapeutico contro il dolore cronico include anche l’utilizzo di farmaci antiansia o antidepressivi i quali hanno un duplice scopo: alleviare gli effetti collaterali e aumentare l'efficacia degli antidolorifici.
Recentemente è stato messo a punto una cura non invasiva chiamata terapia Scrambler il quale trova le maggiori applicazioni nella cura del dolore benigno e/o oncologico i quali spesso risulta intrattabili con altri trattamenti.

Un analgesico (anche chiamato antidolorifico) ha lo scopo di attenuare o eliminare la sensibilità al dolore.

Il dolore non ha una causa univoca ma può essere generato da   tanti meccanismi; oltre a questo sia l’elaborazione che la percezione cosciente del dolore stesso sono soggette a a diversi processi molto complicati.

Alcuni esempi di questo possono essere: il dolore generato da processi infiammatori può attenuarsi o sparire grazie ad un anaflogistico (meglio conosciuto come antiinfiammatorio) oppure al passare dell’infiammazione stessa, in quanto ne viene a mancare la causa, mentre se si soffre di un dolore spastico, nevralgico e/o "metabolico", ... non si avrà nessun miglioramento nell’utilizzare la sostanza. Questo è uno dei motivi per cui degli innumerevoli fitorimedi che hanno la reputazione di buoni se non ottimi analgesici, quasi mai uno è in grado di  alleviare tutti i tipi di dolore.

Le sostanze analgesiche “vere e proprie” possono essere divise nel seguente modo:

  • Ad azione centrale: qualche esempio può essere: oppio, Cannabis sativa, Aconitum napellus,….
  • Ad azione periferica: qualche esempio può essere: Cannabis sativa, Capsicum,…
  • Ad azione antemicranica: qualche esempio può essere: Tanacetum parthenium, Petasites hybridus, Cannabis sativa,….
Mentre gli analgesici "indiretti" possono venire suddivisi   seconda delle loro azioni.
Analgesico
Analgesico

Dizionario Medico