ANAFILASSI

Con il termine anafilassi viene indicata una reazione allergica causata da ipersensibilità e allergia nei confronti di una determinata sostanza antigenica (chiamata anche allergene).

Il termine anafilassi è un derivato dal latino e a suo volta dal greco è una parola composta nel seguente modo: ???-/ ana; ???????/ phylaxis che rispettivamente significano iper e protezione.

Si può entrare in contatto con l'allergene in vario modo:

  • Inalazione
  • Ingestione
  • Inoculazione
  • Contatto
  •  Iniezione diretta o indiretta dell'allergene.
La reazione più grave e pericolosa dell'anafilassi è lo  shock anafilattico che quando non viene trattato e curato in tempo può comportare a conseguenze estreme come la morte o paralisi permanenti.

La pericolosità e/o gravità delle reazioni viene classificata in base una scala suddivisa in 4 gradi chiamata anche scala di Mueller:

  • - 0: reazione cutanea senza risultati a livello clinico
  • - I: oltre alle reazioni cutanee compaiono i primi sintomi solitamente: vertigini, cefalee e angoscia;
  • - II: oltre ai sintomi sopraindicati se ne aggiungono ulteriori come: la caduta della pressione arteriosa, la tachicardia e/o sintomi gastrointestinali
  • - III: si aggiunge anche la broncospasmia
  • - IV: avviene l'arresto cardiorespiratorio
Lo shock anafilattico fa rischiare la vita a chi lo subisce dato che genera l'occlusione delle vie respiratorie, solitamente in tempi brevi e molto prossimi ai primi sintomi.

In questi casi la differenza tra la vita e la morte del paziente può farla l'arrivo tempestivo dei soccorsi in quanto la mancata ossigenazione del cervello può comportare danni seri e permanenti. Lo shock anafilattico deve essere trattato tramite un' avanzata assistenza medica immediata; ma inizialmente può essere comunque di aiuto un primo soccorso; le pratiche che possono comportare i migliori risultati sono la rianimazione cardiopolmonare e/o l'iniezione di epinefrina; un soccorso respiratorio può essere di grosso aiuto, se la vittima ha smesso di respirare, ma risulta di difficile applicazione in quanto spesso viene impedito dalla ostruzione delle vie respiratorie.

Solitamente se una persona è già avuto precedentemente sintomi gravi di anafilassi, dovrebbe portare sempre dietro una EpiPen (cioè una piccola siringa ad autoiniezione che contiene epinefrina).

L'epinefrina ha lo scopo di prevenire o comunque ritardare l'occlusione delle vie respiratorie e nella maggior parte dei casi salva la vita del paziente. Il nostro organismo ha comunque una sua tecnica di autodifesa, che riesce a garantire per alcuni minuti la sopravvivenza di tutte le facoltà della persona.

Quando avviene l'ostruzione delle vie respiratorie, il cervello ordina al corpo di rilasciare massicce dosi di adrenalina che quando entrano nelle vie sanguinee (cioè le vene, i capillari e le arterie) le vasodilatano, dando in questo modo una senzazione di sollievo momentaneo. Questo effetto non è duraturo nel tempo, ma spesso grazie ad esso vengono aiuti i soccorsi che in questo modo hanno un maggior tempo per intervenire e salvare la vita della persona.

Le di uno shock anafilattico nei primi istanti, accusano come sintomi una sudorazione fredda e l'abbassamento della temperatura delle mani. Questi infatti sono la diretta conseguenza dell'adrenalina rilasciata nel sangue. Quando si ha la comparsa di questi non si deve cercare di contrastarsi ma li si deve considerare come un grave campanello di allarme in modo da potersi rendere conto sin da subito della gravità della situazione e di chiamare/avvertire in modo veloce e tempestivo e soccorsi.
Anafilassi
Anafilassi

Dizionario Medico