Consigli su come prevenire ed affrontare l'influenza stagionale

Prevenire l'influenzaLa malattia stagionale mette sempre paura e, come ogni anno, puntualmente arriverà. Ma come possiamo affrontarla?
Pandemica o stagionale, l'influenza fa paura. A poco tempo dalla conclamata pandemia da A/H1N1 dichiarata dall'Organizzazione mondiale della sanità l1 giugno 2009 (il fenomeno, che ha avuto vaste proporzioni interessando più di 214 paesi nel mondo, ha messo a letto circa 6 milioni di italiani), è inevitabile chiederci quanto dobbiamo temere l'arrivo dell'influenza stagionale. Secondo i dati forniti dall'Oms, e diffusi con una circolare dal ministero della Salute lo scorso luglio, lA/H1N1 continua ad andare per il mondo, causando sporadiche infezioni. Al momento, le aree in cui la trasmissione della cosiddetta suina è più attiva sono l'Africa Occidentale, i Caraibi e il Sud-est Asiatico. Ma gli epidemiologi e le autorità non escludono che nei prossimi mesi torni a visitare anche l'Italia, se pure in forma meno aggressiva e con una parte (pur modesta) della popolazione ormai immunizzata dal contatto o dal vaccino.

Prevenire la febbreQuale Virus
Tuttavia è bene non abbassare la guardia e non farsi trovare impreparati davanti ai virus influenzali, particolarmente soggetti a mutazione e quindi imprevedibili. Le frequenti modifiche che subiscono i virus influenzali non permettono di prevedere con assoluta certezza quale avr la maggiore diffusione, se le mutazioni saranno di lieve entit o di grande portata e quali ne saranno gli effetti, spiega il dottor Gianni Rezza, capo dipartimento per le malattie infettive all'Istituto superiore di sanità. Perciò, poche previsioni e tanta sorveglianza, seguendo le valutazioni dell'Oms. L'Oms si avvale infatti di medici sentinella che monitorano l'andamento epidemiologico e virologico della malattia. Le reti di sorveglianza (in Italia, Influnet) operano in un arco di tempo compreso tra la metà di ottobre e la metà dell'aprile successivo, seguendo la nascita, il picco e lo spegnersi dell'influenza stagionale. Nel primo mese di sorveglianza epidemiologica e virologica non abbiamo registrato alcun virus in circolazione, informa Giancarlo Icardi, direttore del dipartimento di Igiene allUniversità di Genova. Questo non ci permette di fare stime precise su quanti si ammaleranno, e quale virus si diffonderà. Sappiamo tuttavia che in Europa ci sono stati i primi isolamenti di tre varianti virali conosciute: lA/H1N, il cosiddetto ceppo pandemico, e due australiane, lA/H3N2 Perth e la variante B Brisbane. Un punto a favore della prevenzione: dato che il vaccino stagionale predisposto dallOms è il vecchio trivalente composto proprio dagli antigeni dei tre virus.

Prevenire gli stati influenzaliPer chi è consigliato il vaccino: Vaccinarsi o no? Chi si deve vaccinare?
Sul fatto che il vaccino rappresenti la forma di prevenzione primaria e più efficace l'accordo unanime. Per questo la campagna di vaccinazione di medici, specialisti e autorità sanitarie è pressante, specialmente nei riguardi delle categorie a rischio per le quali uninfluenza può avere gravi complicazioni. Ma qual'è il momento giusto? Spiega il dottor Icardi: Considerando che, nel 2009, il picco di morbositù è arrivato in anticipo, tra la seconda metà di ottobre e la fine di novembre, il ministero della Salute consigliava di avviare la campagna vaccinale è preferibilmente dal 1 ottobre e non oltre il 31 ottobre, per rendere più efficace la copertura. Poiché si prevede che l'influenza inizi a manifestarsi dalla fine dicembre ai primi giorni di gennaio, è ancora utile sottoporsi alla vaccinazione, dice Icardi. Per la copertura vaccinale occorrono 15 giorni dalla somministrazione del vaccino, c'è ancora il tempo per abbattere le probabilità di ammalarsi. La campagna di vaccinazione stagionale, promossa ed economicamente sostenuta dal Servizio sanitario nazionale, è rivolta principalmente ai bambini e agli over 65; a chi soffre di patologie respiratorie croniche, cardiopatie, malattie renali o diabete; alle donne al secondo e terzo trimestre di gravidanza; ai medici e al personale sanitario, ai familiari a contatto con soggetti a rischio. Queste categorie ricevono il vaccino gratuitamente attraverso i servizi territoriali di Igiene, i medici di famiglia e gli ospedali. I soggetti non a rischio acquistano i vaccini in farmacia (costano da 8 a 10 euro). E se nonostante tutto ci ritrovassimo a letto con tutti i sintomi dell'influenza? Non bisogna confondere l'influenza vera e propria, che si manifesta esclusivamente con febbrone repentino a 38-39, cefalea, dolori muscolari/articolari, spossatezza, raffreddore e tosse stizzosa, con le numerosissime sindromi simil-influenzali (quasi 200, che possono colpire anche lo stomaco e l'intestino), dovute a virus che non sono presenti nella composizione del vaccino, e che perciò non può dirsi inefficace, precisa il dottor Rezza. L'Istituto superiore di sanità assicura che l'efficacia del vaccino arriva al 90% negli adulti sani e al 70% nei bambini e ragazzi fino ai 16 anni. Per evitare di ammalarsi sono indicate poche regole di profilassi generale tutt'altro che banali, importanti per limitare la circolazione del virus che può avvenire non solo per via aerea, ma anche per contaminazione ambientale, avverte il dottor Icardi: lavarsi le mani con acqua tiepida e detergente, insistendo tra un dito e l'altro, o usare gel alcolici; all'aperto, coprire naso e bocca; utilizzare fazzoletti monouso; evitare luoghi particolarmente affollati e, se influenzati, restare a casa per non diffondere il contagio. I farmaci antipiretici e analgesici, paracetamolo, acido acetilsalicilico (sconsigliato ai bambini) e ibuprofene, sono utili per combattere i sintomi, purché non se ne abusi. Un sì deciso invece ai rimedi naturali: tisane, preparati ai propoli, timo e malva, betacarotene e vitamine C ed E, frutta fresca, secca e tanta verdura. E l'immancabile latte con il miele.

I rimedi dell'Omeopatia
Non solo medicina tradizionale. In soccorso degli influenzati arriva anche l'omeopatia, che propone cure a base di ingredienti per lo più vegetali, ma anche di origine animale. L'omeopatia è una scienza antica che ha curato molte malattie virali, si pensa addirittura che abbia debellato l'epidemia di spagnola del 1918. Esordisce così Andrea Valeri, responsabile del dipartimento di Ricerca della Simo, la Società italiana di medicina omeopatica. I nostri medicinali omeopatici sono preparati con il metodo della diluizione e dinamizzazione e hanno dimostrato un'efficacia scientifica sul vaiolo e sulle malattie virali come la faringite e la bronchite. Attenzione però, la medicina omeopatica è come un vestito su misura: non esistono cure generiche che vadano bene per tutti, ma solo percorsi terapici individuali, scelti per ogni singolo caso. Per la cura dell'influenza vale lo stesso principio, precisa il dottor Valeri. L'omeopatia cura influenze senza complicanze: è importante spiegare che ci poniamo in complementarietà con la medicina tradizionale e laddove ci rendiamo conto che la cura omeopatica non è efficace, il paziente è libero di scegliere di rivolgersi altrove. Per combattere i sintomi influenzali senza intossicare lorganismo, l'omeopatia consiglia Belladonna, Aconitum e Gelsenium. E i vaccini? Quelli omeopatici, preparati con la stesso processo dei medicinali omeopatici, sono generici e non somministrati studiando le caratteristiche caso per caso. Lo stesso dottor Valeri ammette la loro scarsa efficacia.

Consigli su cosa fare per prevenire l'influenza

  • Lavarsi accuratamente le mani almeno 5-6 volte al giorno, e almeno per 30 secondi a volta
  • Coprirsi bene naso e bocca quando si esce
  • Evitare luoghi sovraffollati e surriscaldati
  • Usare fazzoletti di carta monouso e gettarli per non contaminare lambiente
  • Assumere vitamina C, tisane e rimedi che aiutano a rafforzare il sistema immunitario.

Tutte le categorie che sono a rischio

  • Soggetti con pi di 65 anni
  • Bambini con pi di 6 mesi, ragazzi e adulti affetti da malattie croniche allapparato respiratorio o cardiocircolatorio, malattie renali e diabete
  • Bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, a rischio di Sindrome di Reye in caso di infezione influenzale
  • Donne al secondo e terzo trimestre di gravidanza
  • Ricoverati di ogni età in reparti per lungodegenti
  • Medici e personale sanitario di assistenza
  • Familiari a contatto con soggetti ad alto rischio
  • Soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo e categorie di lavoratori come forze di polizia e vigili del fuoco
  • Personale a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzale non umani (allevatori, veterinari).